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05/05/2017, 12:55

conflitti aziendali



Conflitti-aziendali,-come-gestirli.


 Il problema dei conflitti aziendali, come affrontarli e risolverli. La produttività nel luogo di lavoro può essere migliorata gestendo i conflitti aziendali.



I conflitti aziendali sono una delle principali cause di mancata espansione aziendale.


Nella mia esperienza di consulente aziendale ho incontrato diversi imprenditori alle prese con collaboratori in contrasto fra di loro o peggio con conflitti aziendali.


Le dinamiche di gruppo di lavoro sono fondamentali per il risultato aziendale, è un po’ come in un’automobile: devi fare la manutenzione e devi osservare le spie sul cruscotto.


Le spie sul cruscotto dell’imprenditore sono il campanello d’allarme e si accedono quando non sei più in grado di rispondere anche ad una sola di queste domande:


  • Perchè ci sono persone nella mia azienda che non riesco ad influenzare?
  • Perchè ho spesso qualcuno dei miei collaboratori con cui devo discutere e a cui devo fornire spiegazioni?
  • Perchè ci ho persone in azienda che mi causano preoccupazione?
  • Perchè in azienda ho persone che non si mettono in discussione?
  • Perchè ho persone in azienda che non eseguono i loro compiti?
  • Perchè c’è qualcuno con cui ho timore di parlare chiaro in azienda?
  • Perchè in azienda c’è qualcuno con cui devo stare attento a come dico le cose?
  • Perchè ho alcuni collaboratori che sono particolarmente permalosi?
  • Perchè ho persone in azienda con le quali scendo spesso a compromessi e dopo non mi sento bene?


Se non hai risposte a queste domande hai conflitti aziendali.


conflitti aziendali


Il vero problema è come gestire un gruppo di lavoro, a tal proposito ho realizzato un corso specifico per affrontare e risolvere il problema della gestione dei conflitti aziendali dal titolo  “Hr Crisis: Come Risolvere i Conflitti in Aziendali”  che si trova sulla piattaforma lifelearning.it, potrai esplorarne i contenuti a questo link.


Il corso on line si pone come risultato tra gli altri, i seguenti:

  • aumentare la produttività del tuo team; 
  • gestire le risorse destabilizzanti;
  • risolvere i i problemi di gestione gruppo di lavoro;
  • fornire strumenti operativi di gestione conflitti aziendali;


Se desideri confrontarti o porre delle domande specifiche su questo tema puoi cercarmi direttamente alla mia pagina contatti

02/05/2017, 18:05



Marketing-Digitale-e-Marketing-Tradizionale


 L’evoluzione del marketing digitale secondo GlobaWebIndex. Il confronto con il marketing tradizionale attraverso la specificità di utilizzo dei mezzi.



In queste settimane ho letto diversi articoli sull’evoluzione del marketing digitale e sulle azioni che le aziende dovranno fare per evitare che la riduzione dell’efficacia del loro  marketing tradizionale.

Il loro rischio è la perdita di posizionamento.

Tutto è troppo veloce, nella comunicazione e nel marketing sembra che ci sia una nuova rivoluzione  ogni 15 anni e riuscire a prevedere la cosa giusta da fare sicuramente è molto difficile.


Come prevedere il futuro del marketing digitale.


In questo articolo mi limito ad osservare dati e a non fare previsioni, per queste ci sono sicuramente persone molto più autorevoli di me.

Sto leggendo il libro "Content marketing: Guida pratica alla realizzazione di contenuti per social e blog" di Francesco De Nobili, ed ho colto una citazione di Fried ed Hansson:


“Così come non si può comunicare, non si può non fare marketing”."


Quindi l’unica certezza che ho è che si continuerà a comunicare sicuramente con il marketing digitale.

Un dato interessante che ci indica come sarà il futuro è nel report Digital Vs. Traditional Media Consumption di GlobalWebIndex, nel 2016 in Italia il tempo trascorso dagli utenti sui media digitali ha superato quello trascorso sui media tradizionali.

L’intero report è disponibile a questo link //insight.globalwebindex.net/traditional-vs-digital-media-consumption 

Le aziende non possono non tenere conto di questo cambiamento nella pianificazione dei budget per il proprio marketing.


Dal mio punto di vista, indipendentemente dalle dimensioni di un’azienda,  è necessario spostare gli investimenti dal marketing tradizionale al marketing digitale dotandosi di strategie efficaci.



Altro aspetto interessante dalla lettura dei dati del report è che in Europa ed in particolar modo in Italia non sembra esserci uno sviluppo dei media digitali in supporto ai mezzi di comunicazione necessari per il marketing delle aziende.

La domanda da porsi in Italia questo momento è: per le medio piccole imprese gli investimenti pubblicitari in spot sulle reti nazionali sono ancora efficaci?

Secondo me con quei budget si potrebbe fare comunicazione digitale molto, ma molto efficace.

 

12/04/2017, 14:08

societ



Per-fare-una-società-Il-numero-perfetto-è-tre


 Riflessioni sulla qualità e quantità dei soci per fare una società.



Quando pensiamo di fare una società ci soffermiamo sui rischi della cooperazione fra le persone e mi è capitato spesso di sentire questa frase:

Per fare una società uno è poco e due sono assai!



Questa affermazione mi è capitato di ascoltarla parlando dell’amicizia, dei mariti e delle mogli, ma anche per i soci di una società.

In effetti questo modo di dire è illogico: infatti più si è a sviluppare un business e maggiori saranno le possibilità di successo. 

Tuttavia poche sono le società che riescono a sopravvivere al passaggio generazionale, molte soccombono prima o durante il passaggio di consegne fra i fondatori e la seconda generazione.

Dal punto di vista pratico, per fare una società e nel caso di una start-up sarà molto complicato gestire un’azienda con due soci al 50% soprattutto quando sono essi stessi a doversi occupare delle attività in prima persona. 

In questo caso possono verificarsi facilmente dei disaccordi e dei contrasti alle prime difficoltà.

Nella mia esperienza il risultato è quello della "non decisione" e dell’immobilismo aziendale.

L’azienda è come se si fermasse in attesa che il disaccordo si componga con tempi che posso portarla fuori dal mercato.

Non sto affermando che queste società sono destinate al fallimento, ma soltanto che avranno grosse difficoltà se uno dei due soci non si assume la responsabilità di portare avanti le cose da leader. 

Secondo per fare una società che funziona sono necessari tre soci operativi molto vicini per cultura ed estrazione sociale che si dividono i principali compiti, cioè: 
l’area commerciale, la produzione e l’amministrazione.

In pratica c’è la persona predisposta ai rapporti umani che si occupa di vendere. Lui è un positivo, visionario e si dimostra leale con il cliente, è attento alle strategie di marketing.
C’è chi si occupa di produrre, con capacità tecnica  (deve sapere fare) e deve saper gestire bene i rapporti con i collaboratori.
C’è infine, chi amministra con attenzione ai numeri, la persona sa distinguere fra spesa ed investimento, svolge una funzione di controllo sui conti e garantisce equilibrio. 

Spesso quando si comincia i ruoli non sono mai ben delineati, c’è l’entusiasmo e la convinzione che in corso d’opera queste cose si potranno definire.

Invece è molto utile cercare, fin dall’inizio, di definire l’ambito di attività di ciascun socio. 

Ci sono però alcune caratteristiche che devono essere comuni a tutti i soci: correttezza e rispetto, reciproca stima e fiducia, senza di queste non si va da nessuna parte.
La soluzione migliore per una società è quella a 3 punte, dove ognuno svolge in armonia il proprio ruolo in funzione dell’espansione aziendale.

Se vuoi approfondire meglio l’argomento e confrontarti sul come fare una società che funzioni, contattami oppure scrivimi.


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